
Una recensione 'atipica' per un sito che tratta di psichiatria e psicoterapia.
Giustificata tuttavia dall'interesse per la profonda riflessione sulla cultura del nostro tempo.
Il testo amplia il dato autobiografico fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori e sul significato di ogni gesto compiuto. Ogni ricordo è al contempo un pensiero, e ciò che l'Autore implicitamente sostiene è che vale la pena di riordinare la vita tutta intera solo se la conoscenza di sé resta il primo passo per comprendere e raccontare gli altri. Modificando la 'grammatica' della psiche.
"Le cose - e le persone - bisogna accarezzarle con mano lieve, bisogna fissarle a lungo, coglierne il calore, pesarne la consistenza spogliandosi delle difese del proprio io, dei suoi appetiti, del suo narcisismo, della sua profonda e connaturata convinzione di essere il centro del mondo.
Bisogna dimenticarsi di sé per conoscere l'altro senza invaderlo, bisogna modificare la grammatica della psiche per passare dall'io e dal tu al noi. Il noi dell'accoglienza che cancella la separatezza."
L' uomo che non credeva in Dio
Eugenio Scalfari
Prezzo € 16,50
2008, 150 p., rilegato
Einaudi (collana Supercoralli)
14 ottobre 2008
Scalfari, l'uomo che non credeva in dio
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