16 maggio 2008

Disturbi dell'adattamento

Nel DSM-IV i disturbi dell'adattamento sono definiti come "sintomi emozionali o comportamentali clinicamente significativi" che si sviluppano "in risposta a uno o più fattori stressanti psicosociali identificabili".

I sin­tomi devono manifestarsi entro 3 mesi dall'inizio del fatto­re stressante.
La reazione deve essere sproporzionata ri­spetto alla natura dello stress oppure vi deve essere una si­gnificativa compromissione del funzionamento sociale o la­vorativo.

Non si deve porre diagnosi di disturbo dell'adatta­mento se la reazione soddisfa i criteri per un altro specifico disturbo d'ansia o dell'umore .

I sintomi del disturbo di solito si risolvono entro 6 mesi, benché possano durare più a lungo se prodotti da un fattore stressante cronico o che abbia conseguenze persi­stenti. Pertanto, i disturbi dell'adattamento sono reazioni disadattative di breve durata a ciò che si può vivere come una calamità personale, ma che in termini psichiatrici si definisce fattore stressante.

L'organizzazione della personalità contribuisce a determinare le rispo­ste sproporzionate ai fattori stressanti.

Difficoltà in una relazione intrafamiliare possono causare un disturbo dell'adattamento che coinvolge l'intero sistema familiare; specifici stadi dello sviluppo - come l'inizio della scuola, l'abbandono della casa, il matrimonio, la nascita di un figlio, l'insuccesso nel raggiungere mete lavorative, l'abbandono della casa da par­te dell'ultimo figlio e il pensionamento - sono spesso asso­ciati a un disturbo dell'adattamento.

Cruciale per la comprensione del disturbo dell'adattamento è la conoscenza di tre fattori: la natura del fattore stressan­te, i significati consci e inconsci del fattore stressante e la vulnerabilità preesistente del paziente.

E' da tenere costantemente presente il fatto che un disturbo di personalità può rende­re un soggetto vulnerabile al disturbo dell'adattamento.

Il medico deve eseguire una dettagliata esplorazione dell'esperienza del soggetto nei confronti del fattore stres­sante. Spesso alcuni individui attribuiscono tutta la colpa a un particolare evento, quando un fatto meno ovvio può es­sere più importante in termini di significato psicologico per il paziente.

DIAGNOSI

Sebbene per definizione i disturbi dell'adattamento siano conseguenti a un fattore stressante, non sempre i sintomi iniziano immediatamente. Secondo il DSM possono tra­scorrere fino a tre mesi tra il fattore stressante e l'insorgen­za dei sintomi e non sempre questi ultimi recedono appena cessa il fattore stressante. Se il fattore stressante persiste, il disturbo può diventare cronico.

Può manifestarsi a qualsia­si età e i suoi sintomi variano considerevolmente; negli adul­ti sono più comuni gli aspetti depressivi, ansiosi o misti.

Il quadro clinico del disturbo dell'adattamento può va­riare notevolmente. Il DSM-IV elenca diversi tipi di disturbo dell'adattamento:

1) Sviluppo di sintomi emozionali e comportamentali in risposta a uno o più fattori stressanti che si manifestano entro 3 mesi dall'inizio del fattore, o dei fattori stressanti.

2) Questi sintomi o comportamenti sono clinicamente significativi come evidenziato da uno o l'altro dei seguenti:
(a) grave disagio che va al di là di quanto prevedibile in base all'esposizione al fattore stressante
(b) compromissione significativa del funzionamento sociale o lavorativo (o scolastico)

3) Una volta che il fattore stressante (o le sue conseguenze) son superati, ì sintomi non persistono per più di altrì 6 mesi.

Il Disturbo di Adattamento può essere:

Acuto: se l'alterazione dura per, meno di 6 mesi
Cronico: se l'alterazione dura per 6 mesi o più

I disturbi dell'adattamento sono codificati in base al sottotipo:

Con umore depresso
Con ansia
Con ansia e umore depresso misti
Con alterazione della condotta
Con alterazione mista dell'emotività e della condotta

La prognosi complessiva del disturbo dell'adattamento è ge­neralmente favorevole con un trattamento appropriato. La maggior parte dei pazienti torna al livello di funzionamento precedente entro 3 mesi.

vedi anche il post sulla diagnosi differenziale del disturbo di adattamento

Nota importante:

Le informazioni riportate in questo sito e le note cliniche riferite non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza l'esplicito parere del proprio medico di fiducia. Il presente sito non svolge infatti funzioni che possano essere considerate come sostitutive di qualsivoglia attività diagnostica nè terapeutica.