
...la prima, generica considerazione, riguarda il fatto che, perché vi possa essere un rapporto d’amore (o di analisi) è necessario che almeno un componente la coppia – analitica e non – sia capace, disponibile, in grado di amare.
Altrimenti, non può esservi né relazione d’amore né relazione d’analisi.
Altrimenti, siamo nella situazione in cui alla indifferenza del paziente corrisponde l’analoga indifferenza dell’analista il quale tuttavia se indifferente non può essere analista ( può averne, al più, il ruolo, l’apparenza).
Sino ad arrivare a quell’apparente paradosso che fa sì che l’affetto (magari malato, ma pur sempre affetto) del paziente si scontri con la “sana indifferenza” dell’analista: ma forse, più che sana, dovremmo dire la “normale” indifferenza dell’analista...
31 marzo 2007
Relazioni
30 marzo 2007
Richieste d'amore
29 marzo 2007
Un paio di occhi nuovi

Vorrei poter avere un paio di occhi nuovi...
vorrei poter vedere le cose sotto una luce ogni giorno
diversa, sotto diverse prospettive.
La mia si è talmente ristretta da non permettermi di vedere oltre
il mio naso.
E' come se nella mia visuale si fosse
insinuato un cono d'ombra, che mi rende incapace di
fare anche un solo passo in avanti, ma piuttosto mi
rende immobile, in attesa che una qualche luce possa
rendermi visibile il cammino da percorrere.
... e la paura di cadere e
farsi male è più forte della voglia di vedere cosa c'è
oltre questo metro cubo di vita che mi sta sempre più
stretto.
28 marzo 2007
Gocce nel mare

In una settimana ci sono , se non sbaglio, 168 ore. Di queste, solo una (possono essere anche due o tre, comunque una minima parte) solo una – dicevo – è l’ora di analisi.
Rimangono 167 ore durante le quali si possono fare 167 (migliaia a dire il vero) annullamenti, come cancellare un’immagine da una lavagna.
Ora, accade che quell’ora di analisi possa occupare un gran numero (di ore) sia prima che dopo.
L’ora di analisi cioè si dilata e diviene costante, nel corso di innumerevoli ore sia prima che dopo.
Diventa, ed è giusto che sia così, l’ora più importante, l’elemento trainante di tutte quelle altre ore che – strutturalmente parlando – di analisi non sono.
E’ come se uno riuscisse a portarsi dietro l’immagine (dell’altro, dell’analista, dell’analisi).
Diversamente, l’ora di analisi rischia di essere una goccia nel mare.
grazie a chi, evidentemente, è memoria ed affetto, tanto da trattenere immagini così lontane nel tempo.
Transizioni

Ache solo (ma c'è ben altro) qualche immagine catturata in sogno e messa in piazza mi fanno disporre che la via è giusta.
è faticosa, scivolosa, ma per stasera sono certo che ne vale la pena e domani mi faccio la barba.
lei sa bene che si può perdere la via in certi momenti, ma la si può anche ritrovare ed io sto lottando per farlo e so di non essere solo.
con affetto.
(rosario)
27 marzo 2007
Il nulla
L'amore non si racconta, l'amore si fa

E’ difficile rendere l’idea di una trasformazione radicale a chi un’idea non ce l’ha, neppure pallida; è difficile spiegare un processo trasformativo... né io sono disposta a farlo perché facendolo compio un’operazione intellettuale e, pertanto, riduttiva che mi porta nella direzione esattamente contraria a quella dove desidero andare. L’amore non si racconta, l’amore si fa per cui trovare una risposta bella, chiara, semplice, breve, utile solo a soddisfare le brame di certezza, di comprensione e di tempi brevi, toglie valore all’esperienza affettiva.
francesca
26 marzo 2007
Gli occhi delle persone che amo
L'invasione degli ultracorpi

E' il titolo di un vecchio film di fantascienza, del quale esistono credo anche un paio di remake.
Tratta di alieni che prendono le forme degli esseri umani e a questi si sostituiscono. In tutto e per tutto simili ai loro 'originali' ma rispetto a questi diversi, in virtù di una assoluta e totale mancanza di sentimenti.
Tutto inizia come una specie di epidemia, che colpisce gli abitanti di una cittadina... ma non ve lo racconto, caso mai lo voleste vedere.
24 marzo 2007
Il mare
23 marzo 2007
La vita in un cassetto

...sento che mi devo liberare di questo mio modo d'essere per stare bene, per ricominciare a vivere.
Non sò se questa sarà la volta buona, ma ho proprio la netta sensazione di aver rinchiuso la mia vita in un cassetto e lasciata lì ad invecchiare per tutto questo tempo.
Spero solo di essere abbastanza forte per arrivare fino in fondo.
Martedì scorso al gruppo ho sentito la mia assenza, la mia inadeguatezza e soprattutto la mancanza di un rapporto con te e di conseguenza con gli altri. Insomma mi devo dare una svegliata per il mio bene...
22 marzo 2007
Francois Boucher, l'odalisca

Nel secolo galante, il Settecento, sono soprattutto i francesi a dettare l'iconografia dell'erotismo. Francois Boucher diventa il pittore del Re di Francia anche per quella sua speciale abilità nel dipingere morbidi fondoschiena femminili: i suoi quadri, che siano "trionfi di Venere" o "riposi di Diana", sono in realtà pretesti per ritrarre floride cortigiane e amanti del re.
21 marzo 2007
Danae

L'origine del mondo, un'immagine tanto audace almeno quanto lo fu, nella Vienna fine secolo, la "Danae" di Klimt. La pioggia d'oro, mescolata a bianchi fili di spermatozoi, che scendeva fra le gambe di una "femme fatale" dai capelli rossi, sfidava il rigido perbenismo di una società che aveva scoperto le nevrosi e le ossessioni erotiche di Freud.
L'origine del mondo
Maja desnuda e Venere allo specchio

Nel '700 in Spagna il nudo è rigorosamente proibito: esistono solo due immagini.
Una è la splendida "Venere allo specchio" di Velazquez: chi guarda ha l'impressione di entrare, non visto, nella stanza dove giace una bellezza italiana (l'amante di Velazquez quando soggiornò a Roma) e di sorprenderla di spalle. Ma poichè la donna si sta ammirando allo specchio, il suo sguardo incrocia quello di chi guarda. 
Il secondo capolavoro erotico è la "Maja desnuda" di Goya, commissionato all'artista spagnolo da Manuel Godoy, il favorito della regina che non disdegnava i favori di altre bellezze e conservava il quadro nella sua stanza privata.
19 marzo 2007
Ogni attimo di assenza
16 marzo 2007
Baci rubati
15 marzo 2007
Fidarsi ed affidarsi

Ci sono persone che ti danno a prescindere da quanto ricevono, è bello quando si incontrano, è bello che facciano parte della tua vita , anche se a margine, anche se lontane, anche quando magari tu non vuoi ed hanno un tempismo eccezionale nel ricordarti che ci sono,anche in modo discreto (solo con una dedica)...
...E' raro creare degli affetti veri ed intensi, è una fortuna averli, e forse è anche una fortuna saperli riconoscere ed averne cura.
...in fondo bisogna anche un po' fidarsi e affidarsi...
09 marzo 2007
Non si può più mettere da parte
08 marzo 2007
Lettera ad un figlio

Se puoi vedere distrutto il lavoro di tuttta la tua vita
e senza dire una parola ricominciare,
se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,
se puoi essere un amante perfetto
senza che l'amore ti renda pazzo,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.
Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
pensare senza essere soltanto un pensatore,
se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,
se tu sai essere buono e saggio
senza diventare nè moralista, nè pedante.
Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,
se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono.
Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
Tu sarai un uomo.
Rudyard Kipling
07 marzo 2007
Dedicato

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
06 marzo 2007
Una ragione negli affetti
02 marzo 2007
Rileggendo

‘Sentire’ significa esperire affettivamente la propria (e l’altrui) vita interiore, sapendola -contemporaneamente- definire e comunicare.
Ciò che l’analista chiede al proprio paziente è che il suo sentire sia adeguato, ovvero consono alla situazione che in quel momento, in quella relazione e in quel contesto sta vivendo.
Da parte dell’analista vi è propriamente una esigenza in tal senso: ‘cura’ l’essere che ha di fronte esigendo la realizzazione, l’espressione di quelle che sono le sue potenzialità.
L’analista deve -evidentemente- aver ben strutturata la rappresentazione di sé, così come, anche, la rappresentazione mentale dell’altro come entità potenzialmente distinta, separata, indipendente: ciò consente che vengano riconosciute e tollerate le identificazioni proiettive e gli investimenti patologici.
Noi riteniamo che le ‘qualità affettive’ degli oggetti siano fondamentali nella strutturazione della personalità umana: e riteniamo il processo terapeutico una ‘ricostruzione’ dell’affettività del paziente, ricostruzione che avviene utilizzando il tramite dell’affettività dell’analista.
È perciò che il controtransfert non è solo strumento di conoscenza, ma anche e soprattutto di trasformazione; ed ogni trasformazione avviene nell’ambito della relazione: la psicologia è sempre una psicologia a due menti, e l’esperienza affettiva dell’analisi riesce ad essere tanto più ‘correttiva’ dell’affettività del paziente quanto più si riesce ad essere, nella relazione, persone reali e non fantasmi: ed a consentire all’altro di esperirci come tali: “...il nostro essere si conferma e si incontra nello sguardo, nel dialogo e nel riconoscimento del prossimo.” (Savater, 1996).
Infine, il paziente deve sentirsi compreso ed amato: perché ciò possa accadere, bisogna essere in grado di comprendere ed amare: questo può non essere sufficiente, ma è -quanto meno- necessario affinché il paziente possa guarire.
Tutto ciò è l’amore di controtransfert.














