
Noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere laddove siamo partiti e conoscere quel punto per la prima volta
27 febbraio 2007
Ricerca e psicoterapia
24 febbraio 2007
Intelligenza e sensibilità, l'interpretazione
Anonimo ha detto...
"Al momento poi, in cui un soggetto, per aver realizzato le proprie possibilità libidiche, teme l'invidia altrui, essa è onnipotente cioè ha il potere di negare la sua realizzazione. Allora il soggetto previene l'attacco invidioso cambiando egli stesso la propria situazione e si degrada (degrada la propria libido). Si rende diverso per non essere negato dall'invidia altrui. Cioè preferisce regredire, scindere la affettività dal vedere, diventare lui invidioso piuttosto che subire l'invidia."
"Gli occhi guardano mettendo la morte, la non vita"
"Il togliere la vita e il mettere la morte è quindi un dire a se stesso e agli altri una bugia. Dire e pensare l'opposto di quello che è."
"Superbia, stupidità e ignoranza sono strettamente connesse all'invidia."
22 febbraio 2007
Il blog e la memoria
Mi veniva da riflettere su una cosa.
E cioè che, man mano che aggiungo post a questo blog, quelli più vecchi spariscono, e vanno a finire nell'archivio.
Come diceva una vecchia amica, tutto passa.
Però non so se è proprio vero.
Anzi, a dire il vero sono convinto che non lo sia.
Sono contento che alcune cose finiscano in archivio, spariscono, lasciano posto a quanto di nuovo ci può essere.
Se sono belle, ho la possibilità di ripescarle, se e quando ne ho voglia, o anche perchè - semplicemente - mi tornano alla memoria, precisamente come accade per i ricordi.
Se, viceversa, sono brutte, è bene che restino li, dimenticate e non ingombranti.
Quindi.
Non tutto passa, passa solo quello che si desidera che passi, aggiungerei: quanto di non abbastanza vero può esserci stato, o quanto di non abbastanza bello.
Magari è vero che l'amore è eterno.
Se si vuole.
Cose che restano, cose che passano.
Meno male.
Ricordo tutto.
Dimentico tutto.
Cinico, direi ancora di più: se, ad un certo punto, si realizza che qualcosa è passato, per sempre, magari sta a voler dire che è non è mai stato vero.
Le cose vere vanno coltivate.
Confermate.
Ripescate, nelle memorie o negli archivi.
Riproposte.
Si fanno, di nuovo, appartenere alla propria vita.
Nulla passa.
Tutto passa.
Non ho immagini da aggiungere, o non voglio, per ora, che passino quelle che ci sono già.
L'ultimo (il più vecchio) post sta per sparire. Amen.
21 febbraio 2007
20 febbraio 2007
Fratture dell'esistere

Così come di una frattura (la nascita) si riesce a ricostruire interiormente il ricordo, la presenza di una frattura dell'esistere si può, improvvisamente, avvertire:
chi non ha odore ne può altrettanto improvvisamente, nell'altro, intuire la presenza, raggiungendo così la consapevolezza del proprio vuoto interiore.
Ecco allora due diverse possibilità umane:
la speranza, e il fluire del tempo;
l'invidia, ed il ripetersi di una frattura che annulla la nascita e, con essa, la possibilità.
5 luglio 1993
19 febbraio 2007
Lo scorrere del tempo

L'odore è lo scorrere del tempo: l'odore della primavera, delle foglie bagnate cadute per terra, l'odore del freddo e quello del caldo.
L'odore del cambiamento, intriso della sua fondamentale dimensione umana,
l'acre odore del sudore di due corpi che unendosi fanno l'amore e nell'orgasmo ricompongono le due fratture fondamentali e definitive dell'essere, la nascita e la morte,
fondendosi l'uno nell'altra ed abbandonando,
per poi ritrovarla,
la propria dimensione ed i confini ciascuno del proprio io.
5 luglio 1993
16 febbraio 2007
Liberi di cercare

"... liberi di cercare è una gran cosa: cercare sempre chi ti lascia libero di cercare.
Importanza della relazione interumana, fascino del detto e del non detto, indispensabilità dell'altro...
...che diviene immediatamente soggetto della comprensione, ospite della sua vagante natura, lasciando la voce libera di raccontare.
Suona, in fondo a tutto, la frase non detta, il motivo di fondo.
La musica è nulla in confronto..."
grazie.
francesco
14 febbraio 2007
Agorà

parole, frammenti di conversazioni, esseri umani che parlano, scrivono, ascoltano, sentono.
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Ma d'altra parte erano due vagabondi.
Non so cosa voglia dire,
so che avevano gli stessi occhi.
"tutto procede e vedo volti che cambiano e a volte dunque mi pare anche che tutto quanto valesse proprio la pena..."
"poi il blog,un'immagine bellissima che mi ha fatto
sentire..."
"nel leggere quelle bellissime parole sul blog, ho provato..."
"e avete parlato e avete scritto:
gli ho regalato le vostre parole,
con i vostri nomi,
perchè io non le avevo..."
"un'immagine ritrovata degli anni che non ricordavo aver mai vissuto
........c'era davvero qualcosa da salvare."
"poi hanno bisogno di sapere che esiste la possibilita di essere cosi belli .. Magari di diventarci se la vita per un po` di tempo non lo ha permesso.. Che fortuna la nostra .. "
"ho sentito...."
"sono felice per te perche' so che anche tu in questo momento lo sei."
09 febbraio 2007
08 febbraio 2007
Il bambino che guarda il mare

Avevo una volta postato quest'immagine, molti anni fa, su internet - non ricordo dove - perchè mi era parsa bella.
Mi pare bella tuttora.
Mi fecero notare la nudità del bambino.
Mi spiegarono che le cose si possono vedere in tanti modi diversi.
Che si possono guardare con occhi diversi.
Che occhi diversi possono vedere cose diverse.
Può darsi, anzi di sicuro, è vero.
Ho riflettuto, a volte, concludendone qualcosa, in merito alla natura di chi me lo aveva fatto osservare.
La posto di nuovo.
E' un bambino, bellissimo, che guarda il mare.
E' un'immagine, rara, di bellezza.
Ci sono persone che ti amano ed altre che non sanno nemmeno cosa sia l'amore.
Voglio avere vicino a me le persone, solo quelle, che vedono le stesse cose che vedo io.
Voglio vicino a me solo persone che sono disposte ad amare.
Sono felice che gli altri mi abbandonino.
Penso che questo distacco è, forse, l'unica loro possibilità d'amore.
Un tentativo, magari riuscito, di non fare del male.
francesco
07 febbraio 2007
L'uomo senza sogni

uomini senza sogni.
senza fantasia, senza ricordi.
magari, anche senza dolore.
e senza delusioni.
privi di affetti.
non sanno cos'è la poesia.
ciechi, non vedono quello che sono.
nè quello che hanno intorno.
privi di gambe e di braccia, non sanno stringerti in un abbraccio. nè camminare.
non hanno che la bocca, ma sono privi di parola.
oppure, pieni di parole vuote.
non guardano più le nuvole, non alzano mai gli occhi al cielo.
o, se lo fanno, non riescono a vedere nulla.
non i corvi, nè l'airone.
solo la pioggia.
mai le loro lacrime.
non sono più capaci di perdersi.
non sono più capaci di innamorarsi.
"Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia."
(Nuvole - De Andrè)
02 febbraio 2007
Stelle nel cielo
01 febbraio 2007
New entries

Gli esseri umani producono costantemente immagini.
Le producono, le propongono, le intuiscono, le vedono, le rendono evidenti e visibili, in tanti modi diversi.
Oppure, ne risultano permeati, che lo sappiano o meno.
La produzione artistica, la pittura, la fotografia, la poesia, il cinema e i libri altro non fanno se non proporre immagini, tradurle, esprimerle.
La psicoterapia è espressione di immagini. E' poesia perchè è relazione e immagine che si fa.
Nei rapporti si propone l'immagine che si ha di sè, e le relazioni risultano vincolate a queste immagini, e nei rapporti si vive e si sperimenta, si subisce magari, l'immagine che l'altro propone di sè stesso e di noi.
Il riferimento alla poesia consente di definire che 'poeta' è colui che fa l'immagine poetica e che, quindi, non è necessario, non obbligatorio, essere 'alla lettera' poeti per proporre e costruire, consentire a noi stessi e all'altro di cogliere, nel vivere e nel fare, le immagini.
Questo il senso delle immagini che qui vengono via via proposte.
Occasioni di riconoscersi, e di conoscersi.
Il contadino che vola. I ritratti. Le immagini, colte con la coda dell'occhio (o con la coda dell'anima) di movimento, l'ondeggiare e il dondolare, la femminilità, perchè l'immagine femminile è propria dell'uomo che ha da farsi anche donna, ma appartiene alla donna, che quell'immagine magari non riesce a riconoscere e ritrovare, che non riesce a ritrovarsi dentro, nella quale non riesce (più) a riconoscersi.





