07 novembre 2007

Terapia farmacologica e psicodinamica

Alcuni decenni fa l'espressione "farmacoterapia psicodinamica" sarebbe stata considerata una contraddizione in termini; terapia farmacologica e psicoterapia sono state a lungo considerate pratiche inconciliabili, o quasi. Il retaggio del dualismo mente/corpo ha infatti per molti anni polarizzato gli approcci psicodinamici e farmacologici ai disturbi psichiatrici. Fortunatamente, nuove tendenze integrative hanno portato la psichiatria contemporanea al punto in cui l'uso combinato di farmaci e psicoterapia è ormai una pratica quasi universale per condizioni psicotiche e non psicotiche. Lungi dal voler proporre una sorte di 'eclettismo indifferente', che non ci appartiene, chiariamo quelli che riteniamo essere i termini corretti della questione: 'psicoterapia e psicofarmaci'.

Nelle situazioni in cui una psicoterapia formale non fa parte del trattamento, un approccio psicodinamico può essere molto utile per migliorare la compliance alle prescrizioni farmacologiche. Di fatto circa un terzo dei pazienti assume correttamente i farmaci prescritti, un terzo li assume più o meno adeguatamente e un altro terzo non rispetta le prescrizioni, di modo che le percentuali di compliance di solito oscillano intorno al 50%.

Spesso, come noto, anche i pazienti bipolari non rispettano le prescrizioni farmacologiche.

I molti studi clinici pubblicati sulle terapie farmacologiche dei disturbi psichiatrici non hanno affrontato in maniera sistematica il problema dell'aderenza al trattamento, e solo nel corso degli ultimi anni sono state condotte ricerche per valutare l'impatto di interventi psicoterapeutici sulla compliance rispetto ai farmaci prescritti. Una recente rassegna di studi clinici randomizzati ha riscontrato che se integrato con interventi di natura psicologica il trattamento con farmaci antidepressivi è associato a esiti migliori. L'aggiunta di una psicoterapia all'uso dei farmaci riduce inoltre i tassi a lungo termine di interruzione del trattamento e di abbandono della terapia. Da questi dati è possibile inferire che un'attenzione nei confronti di aspetti psicoterapeutici, anche quando non viene utilizzata una psicoterapia formale, può migliorare l'aderenza al trattamento farmacologico.

Da un punto di vista psicodinamico, concetti come transfert, controtransfert, resistenza e alleanza terapeutica sono importanti non solo quando si conduce una psicoterapia, ma anche quando si prescrivono dei farmaci.

Oggi possiamo ragionevolmente ritenere che un approccio terapeutico esclusivamente basato sull'intervento psicofarmacologico, per qualsivoglia patologia di natura psichiatrica, è da considerare sempre insufficiente ed inadeguato.

francesco giubbolini, siena - giovanni carlesi, firenze