Lunga e difficile sarebbe una trattazione anche minimamente esaustiva sulla psicoanalisi e sul trattamento analitico che non hanno un percorso prestabilito che si possa applicare in ogni caso, per cui solo schematicamente se ne possono indicare le tappe che, a loro volta, non sono raggiunte attraverso un cammino lineare, ma attraverso progressivi guadagni in termini di profondità e di livello di elaborazione.
a) L'anamnesi o raccolta dei dati biografici che nella procedura analitica devono essere assunti esclusivamente dal paziente e accolti con la riserva che la narrazione del paziente subisce l'effetto della rimozione, dello spostamento e della proiezione.
b) La libera associazione in cui si chiede al paziente di rinunciare deliberatamente, per quanto gli riesce, alla censura cosciente, e quindi di riferire tutti i suoi pensieri senza preoccuparsi delle ordinarie convenzioni sociali, della logica, dell'ordine, e senza valutare la loro importanza o futilità, nonostante le sue sensazioni di imbarazzo e di vergogna. Tutto ciò in base all'ipotesi che quella che si definiva genericamente nevrosi è il frutto della rimozione di materiale che non ha avuto accesso alla coscienza o non è stato da questa sufficientemente elaborato.
c) L'analisi delle resistenze perchè se non ci sono idee o pensieri si suppone che ci sia qualche forza che non ne consente l'espressione; in questo caso si passa ad analizzare le forme di resistenza che solitamente si accentuano man mano che ci si avvicina al nucleo centrale patogeno. Al servizio delle resistenze operano i meccanismi di difesa, volti a ridurre o a sopprimere ogni turbativa che l'Io può subire a opera di quelle istanze che vengono definite dell'Es o del Super-io.
d) L'analisi dei sogni che Freud leggeva come una forma di appagamento mascherato di un desiderio represso o rimosso (concetto, questo, ormai considerato dai più come parziale o addirittura obsoleto). Essendo il sogno una formazione di compromesso tra il desiderio pulsionale e la censura, l'interpretazione deve compiere a rovescio il cammino percorso dal lavoro del sogno che trasforma il contenuto latente nell'inconscio nel contenuto manifesto esposto dalla scena onirica.
e) Di particolarissimo significato per qualunque analista l'analisi del transfert attraverso cui il paziente sposta sull'analista i propri conflitti intrasoggettivi, che a loro volta sono derivati dalle relazioni intersoggettive reali o fantasmatiche che il paziente ha vissuto nell'infanzia. Il transfert può essere positivo o negativo a seconda della qualità del sentimento, che può essere affettuoso o ostile. Il transfert, che lo psicoanalista non deve provocare, per non impedire altri tipi di relazioni transferali che il paziente potrebbe produrre, è il veicolo principale che permette di spezzare l'amnesia infantile che non consente di giungere al nucleo nevrotico, e di creare quella corrente emotiva che permette l'attivazione dell'affetto rimosso che è sempre connesso alla rappresentazione.
Sia nella sua espressione positiva, sia in quella negativa, il transfert può a sua volta funzionare come resistenza o perché il paziente rinuncia a tutte le sue prospettive di guarigione purché il suo amore per l'analista sia corrisposto, o perché è disposto a vanificare gli sforzi dell'analista e a rinunciare alla propria guarigione purché il terapeuta sia sconfitto.
In relazione al transfert del paziente, com'è noto, entra in gioco anche il controtransfert dell'analista nei confronti del paziente dove sono reperibili anche i conflitti nevrotici dell'analista che lo fanno reagire come se il paziente fosse una figura significativa del suo passato. Come il transfert, anche il controtransfert è ambivalente, nel senso che il difendersene comporta una riduzione dell'empatia dell'analista nei confronti del paziente e quindi la capacità di condividere i sentimenti dell'altro sperimentandoli su di sé.
francesco giubbolini, medico psichiatra e psicoterapeuta siena - firenze
11 settembre 2007
Psicoanalisi e trattamento analitico
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