04 settembre 2007

Le psicoterapie

la Psicoterapia è un processo interperso­nale di cura, consapevole e pianificato, volto a influenzare disturbi del comportamento e situazioni di soffe­renza con mezzi prettamente psicologici, per lo più verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione della struttura della per­sonalità per mezzo di tecniche che differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno. Curare affezioni di natura psichiatrica con la psicoterapia significa relegare l'intervento farmacologico ad un ambito secondario e marginale.

Il campo della psicoterapia è così vasto da richiedere, per potersi orientare, dei criteri di suddivisione.

1. IL CRITERIO DEL METODO

Questo criterio inaugura una prima distinzione tra terapie fondate sul rapporto umano paziente-terapeuta e terapie fon­date su procedure tecnico-sperimentali.
Rientrano nel primo gruppo le psicologie a orien­tamento psicoanalitico che possono es­sere o individuali o di gruppo e che si propongono una modificazione strutturale della per­sonalità attraverso il superamento della nevrosi di transfert e della sottostante nevrosi infantile. A questo gruppo appartengono la psi­coanalisi, la psicologia individuale, la psi­cologia analitica e le forme psicoterapiche che fanno riferimento ai diversi orientamenti della psi­cologia del profondo.

Nel secondo gruppo rientrano invece le terapie comportamentali che si propongono una modificazione del sintomo che si fa risalire a un apprendimento inadeguato, attraverso un «ricondizionamento» del soggetto con un ap­prendimento più adeguato, e le tecniche biofeed­back per la cura dei disturbi psi­cosomatici attraverso il controllo appreso delle fun­zioni fisiologiche.

2. IL CRITERIO DEL DESTINATARIO

Destinatario della terapia può essere l'individuo, la coppia, la fa­miglia o il gruppo. Nel caso della psicoterapia indi­viduale occorre distinguere la cura dell'individuo adulto dalla cura del bambino, che per le sue caratteristiche esige un trattamento psicoterapico specifico.
Nel caso della psicoterapia di gruppo esiste un trattamento a orientamento analitico o a orien­tamento sistemico che si rivela particolarmente efficace nella psicoterapia della famiglia e della coppia dove ciò che ci si propone è la modificazione degli schemi di interazione.

3. IL CRITERIO DEL FINE PERSEGUITO

Questo cri­terio consente di distinguere:

a) le terapie di sostegno che si pro­pongono di dare un supporto emotivo al paziente aiutandolo nelle sue difficoltà esistenziali attraverso un intervento attivo del terapeuta che consiglia, gui­da e talvolta dirige;

b) le terapie rieducative che mirano al riadatta­mento dell'individuo attraverso la chiarificazione dei suoi conflitti consci. Possono essere incluse in questo gruppo la terapia cognitivista che ipotizza una possibilità' di guarigione attraverso una ristruttura­zione del campo cognitivo; la terapia comportamen­tista in cui l'interazione verbale non è più l'aspetto qualificante l'atto tera­peutico; la psicoterapia rogersiana che si attua attraverso una progres­siva presa di coscienza accompagnata da catarsi; la psicoterapia interpersonale di H. S. Sullivan fondata sul principio della socializzazione e dell'acculturazione nel processo di formazione della personalità, dove si privilegiano i fatti coscienti rispetto a quelli inconsci; la psicotera­pia sistemica che in­terpreta il comportamento patologico, e in partico­lare quello schizofrenico, come effetto di una comu­nicazione disturbata che la terapia deve correggere, la terapia umanistica de­rivata dalla teoria della motivazione.

c) le terapie ricostruttive che non mirano al riadat­tamento, ma alla ricostruzione della personalità at­traverso la ricognizione delle sue istanze inconsce e una progressiva maturazione emotiva resa possibile dall'acquisita conoscenza di sé. Appartengono a questo terzo gruppo tutte le terapie a orientamento analitico, o psicodinamico.

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