Si tratta di un quadro clinico caratterizzato dall'alternarsi di episodi depressivi e di episodi maniacali; un singolo episodio di eccitamento maniacale può essere sufficiente per la diagnosi, dal momento che nella maggior parte dei casi di esordio con episodio maniacale si andrà incontro in seguito ad un disturbo depressivo (leggi anche la pagina del sito sulla depressione bipolare).
La manifestazione primaria del disturbo bipolare è l'alterazione dell'umore. I momenti di depressione dell'umore (melanconia) si alternano a momenti di esaltazione dell'umore.
Se le fasi depressive si alternano alla mania si parla di bipolare di tipo I.
Se invece le fasi depressive si alternano alla ipomania si parla di bipolare di tipo II; è sufficiente un solo periodo di ipomania, della durata di almeno quattro giorni per la diagnosi.
Il disturbo è ricorrente, tende cioè a ripresentarsi nella vita dell'individuo, tanto da essere talvolta considerato un continuum ciclico, un'alternarsi fra episodi di malattia (sia depressione che mania o ipomania) e momenti di compenso.
La durata dei cicli di malattia e delle fasi di compenso è variabile e dipende da caso a caso; alcuni soggetti hanno cicli molto ampi, con lunghe pause di benessere, altri si caratterizzano invece per la rapida ciclicità oppure, in un basso numero, per l'assenza di intervalli.
L'età tipica d'esordio del disturbo è tra i 20 e i 30 anni, ma può insorgere a tutte le età; non c'è differenza tra uomo e donna anche se le donne soffrono maggiormente di episodi depressivi piuttosto che maniacali.
Il primo episodio può essere indifferentemente maniacale o depressivo; quando il primo episodio è maniacale si tende ad avere più disturbi maniacali di quelli depressivi e viceversa.
Il disturbo di tipo I inizia tuttavia più frequentemente con una depressione (75% nelle donne, 67% negli uomini) e ha decorso ricorrente. La maggior parte dei pazienti presenta episodi sia depressivi sia maniacali, benché il 10-20% abbia solo episodi maniacali. Gli episodi maniacali tipicamente hanno un inizio rapido (ore o giorni), ma possono evolver nell'arco di alcune settimane. Un episodio maniacale non trattato dura circa 3 mesi, pertanto il medico non dovrebbe sospendere i farmaci prima che sia trascorso tale periodo. Con il progredire del disturbo, il tempo che intercorre fra episodi spesso si riduce. Dopo circa 5 episodi, tuttavia, l'intervallo fra gli episodi spesso si stabilizza fra 6 e 9 mesi.
Il decorso e la prognosi del disturbo di tipo II sono ancora in fase di studio. Tuttavia dati preliminari indicano che si tratta di un disturbo stabile, come dimostrato dall'elevata percentuale di probabilità che i pazienti affetti da disturbo bipolare II mantengano la stessa diagnosi fino a 5 anni dopo. I dati indicano pertanto che il disturbo bipolare II è una malattia cronica che giustifica strategie terapeutiche a lungo termine.
Vedi anche il post su : terapia farmacologica con sali di litio e psicoterapia del disturbo bipolare
ultima modifica settembre 2008
16 settembre 2007
Disturbo Bipolare
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