21 dicembre 2006
Unica eccezione: oceani e clochards...
...
Qualcuno ha visto il mio buon amico, quello che mi lascia talora cifre simboliche?
Mi sa che mi toccherà passare il Natale al freddo...
Mi consolerò pensando ad altri climi, altri luoghi, latitudini, sognerò viaggi per me impossibili, dall'altra parte del mondo, e mi sembrerà estate.
Oceano Pacifico,Isole e prospettive
"Navigare nell'oceano e' un'esperienza molto forte,per
i colori,per gli odori,perche' il mare attraverso il
vento e la barca parla un suo linguaggio fatto di
rumori, suoni e di canti di sirene...
E' un ambiente dove sei molto vicino alla morte,tocchi
con mano che se cadi in mare sei morto perche' e'
praticamente impossible recuperarti,quando
all'imbrunire arriva il turno di guardia questa
vicinanza aumenta perche' la tua vita e' legata ad una
cintura di sicurezza ed alla tua capacita' di
attenzione.
Trovarsi sbattuti dalla coda di un uragano che ti urla
contro in una notte senza luna con un rombo che
qualche notte mi risuona nell'anima, e' una esperienza
molto forte.
Muri d'acqua di 4m tutti attorno che cercano di
strapparti dall'unico suolo che hai sotto i piedi:la
barca e poi sapere la mattina dopo via radio che una
barca con il suo equipaggio, quella stessa notte, non
ce l'ha fatta...e' dispersa e non sara' mai +
ritrovata.
Come nella vita arrivano anche momenti memorabili come
tramonti inimmaginabili,notti stellate che non riesco
nemmeno a descrivere,un branco di orche che ti passano
vincino,un capodoglio,tutti i giorni i delfini che
vengono a giocare con la barca o le sule che cacciano
i pesci volanti con una tecnica incredibile oppure i
pesci volanti che la notte cadono in coperta per
fuggire a qualche predatore invisibile e che la
mattina raccogli
Tutto questo mi ha messo con forza davanti alla
morte,la vita ed il senso della realta'.
La realta' e' che le cose accadono,il mare puo' essere
dolce ma puo' essere furioso,i tramonti accendono le
speranze oppure incupiscono l'anima perche' sai gia'
che la notte sara' dura,ma c'e' un punto fermo e cioe'
che tu sei la e che quello scampolo di futuro a cui ti
aggrappi dipende dalla tua prospettiva e soprattutto
dalla tua disponibilita' ad accettare che le cose
accadono.
Di fronte a tutto questo c'e' chi ha reagito stando
ore sotto coperta a guardare il vuoto e questo forse
aveva a che fare con uno sguardo che il contesto aveva
forzato verso un'interiorita' diversa da quella
immaginata
C'era chi,nonostante la consapevolezza della paura,era
li a tenere duro perche' vivere,aiutarsi ed aiutare e'
l’unica via e questo non va mai dimenticato.
Poi le isole Galapagos,belle,dure,vive...la terra e
dopo poco una strana sensazione di tornare a navigare
con l’orizzonte sconfinato che solo l’oceano
offre....le sirene....
Sopra l’acqua foche,iguane,uccelli di tutti i tipi e
sott’acqua ancora foche,aquile di mare,squali,squali
ancora squali....forse ancora sirene...
Il mito vuole che le sirene quando muoiono si
trasformino in schiuma ma narra anche che non amavano
l’amore...chissa’.
Poi il ritorno e la trappola che la vicinza con la
morte puo’ tendere.
Davanti ad essa ci sono due possibilita’, la prima e’
fuggire la seconda e’ andare oltre ed io sono fuggito.
Fuggito da cio’ che realmente stava accadendo nella
mia vita,fuggito dalla realta’,perche’ la realta’ mi
metteva chiaramente davanti una situazione affettiva
oggettivamente disastrosa e che io mi sono convinto
essere esattamente opposta.
Allora ecco la difficolta’ che ho avuto:comprendere la
realta’ attraverso la prospettiva di quel momento e la
realta’ era li che io lo volessi oppure no,ma non sono
riuscito o non l’ho voluta guardare.
Il fine e’ il viaggio? Sicuramente, questo almeno e’
un punto fermo."
20 dicembre 2006
Consuntivo di fine anno
19 dicembre 2006
18 dicembre 2006
Dal Conte di Montecristo in poi

Dedicato a tutti quelli che riusciranno a fuggire.
"In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare" (Henry Laborit)
Laborit
Il grido del gabbiano di Emmanuelle Laborit
17 dicembre 2006
16 dicembre 2006
15 dicembre 2006
Sempre, sempre di più e per sempre
12 dicembre 2006
Fenice

Capisco che poi, alla sera, si debba liberare l'animo, se per qualche motivo non si è riusciti a farlo prima.
Ma, senza fretta, avremo tempo martedì prossimo, e - nel frattempo - consideriamo che il gruppo ha doverosamente curato l'amico di Londra, che il martedì di solito non c'è.
Per quanto riguarda la fenice. Così come nulla è immortale, niente muore. Ma non ha da esserci furia, che non ce n'è motivo, e avremo tempo.
A martedì.
10 dicembre 2006
Appartenenza

Non so se è perchè ormai non mi accontento più tanto facilmente.
O perchè mi pare di riconoscere dei limiti, anche laddove sono inezie.
Oppure, ancora, perchè mi diverto, come ridendo mi diceva qualcuno, a rompere le scatole, e magari anche volendolo fare.
Ma come andrà a finire questa storia della fiducia? Tanto più che, com'è noto, i coccodrilli piangono. Dopo. Prima, mai.
E la faccenda dell'appartenenza?
Sarà meglio sentirsi parte di qualcosa, oppure sentire che qual cosa - quella cosa - è parte di te?
Tanto per fugare ogni dubbio...
Buona domenica.
Francesco
08 dicembre 2006
Madonne - 8 Dicembre

Domanda:
Egregio Dottore,
Esaurito e con qualche giorno di ferie da spendere entro il 2006, stasera volo a Roma per un city-break, per tornare nella Perfida Albione il prossimo Giovedi' sera.
Non e' che lei ha uno slot per una seduta, diciamo Mercoledi' (qualsiasi orario, mi organizzo) o Giovedi' mattina? Mi scuso per i vincoli, ma Lunedi' e Martedi' ho un'altro tipo di terapia (ho promesso alla Francesca di Saturnia di portarla per mercatini romani...).
Va da se che, se non puo', non c'e' assolutamente problema.
Se poi avanza tempo, la porto fuori a cena (NO, non e' un'avance).
Li' come va?
Con affetto
Alessandro Mercuri
RISPOSTA:
per lei e per i suoi slot ho sempre tempo (EBBENE SI, è un'avance).
saremmo stati tutti più contenti di vederla martedì sera alle sei, ma data la Sua grave condizione di astinenza (ormai cronica) la capiremo, visto che una Madonna che Le si concede ormai più che una rarità è un miracolo.
Mi chiami domani o mi mandi un messaggio, ci vediamo di sicuro mercoledì, l'orario ce lo diremo.
Anche senza il Suo permesso, pubblico questo scambio di affettuosità sul blog.
con affetto
f.
06 dicembre 2006
05 dicembre 2006
A me gli occhi, please...

Maghi, prestigiatori e illusionisti.
Ipnotisti...
Mi viene in mente una cosa, che stava nascosta chissà dove, nella memoria.
Il primo articolo 'scientifico' che ho scritto risale a - credo - oltre vent'anni fa, per una rivista di carattere divulgativo che mi aveva chiesto, commissionato (e poi anche pagato) un articolo sull'ipnosi.
Siccome non avevano apprezzato quello che avevo scritto, e siccome io non avevo apprezzato le correzioni che avevano fatto, l'articolo uscì non con la mia firma, ma a firma di un inesistente giornalista, e con la 'collaborazione scientifica di...' e seguiva il mio nome. L'avevo fatta talmente lunga, anche per come mi correggevano le virgole, che è stato il primo e l'ultimo.
Che coglione. Potevo essere stato un pò più accomodante. Magari avevo un futuro come giornalista scientifico, sarei potuto diventare tipo Piero Angela. Chissà. Oltretutto, non era neanche scritto male. E mi era piaciuto farlo.
Me ne ero completamente dimenticato. Me lo avete fatto tornare in mente stasera. Siccome non ve lo posso far leggere, perchè non ce l'ho più, ve ne faccio una sintesi; il senso era: Maghi, prestigiatori, illusionisti, ipnotisti ed altri fenomeni da circo. Capisco bene, più adesso di allora evidentemente, che mi facessero delle correzioni. E che non me ne abbiano chiesti altri.
Ma è che non potevo, altrettanto evidentemente, sottoscrivere qualcosa in cui non credevo, o non a sufficienza.
Tuttora, mi pare abbastanza complicata la vita reale, senza bisogno di confonderla ulteriormente con le suggestioni, ipnotiche o meno. Se, in questa complicazioni, trovi la bellezza, sai che è vera. Se ci trovi tristezza o disperazione, sai che c' è per forza, e che non ne puoi fare a meno. Mi pare meglio.
E parlo di molto tempo fa. Così come potrei anche parlare di tempi più recenti.
Altro che otto anni. Ormai è una vita.
E ancora non mi sono pentito.
Nè di questa nè di tante altre cose, magari anche più importanti.
Scelte. E continuo a crederci.
Legate poi, in fondo, a cose semplici.
Rifiuti netti di quanto avverti come non vero.
Affetti, per le persone che hai intorno, cui cerchi di riservare il meglio.
Consapevolezza, o presunzione fate come vi pare, in merito al fatto che la tua vita non debba andare sprecata.
Poi... Infine...
Il correre, all'infinito, appresso non so bene a cosa - o meglio - non so come poterla definire, perchè non è un'idea, o non solo un'idea, ma qualcosa in più, neanche un sogno, termine giustamente da considerare con sospetto, un ricordo forse, ma non spiega abbastanza, una sensazione forse, ma durevole, forte, intensa, incancellabile, c'è chi l'ha chiamata fantasia-ricordo (il libro che legge Luca), e poi non so come altro dirlo.
Ma spiegatemi l'amore. Descrivetemi l'orgasmo. Raccontami la tenerezza, o il dolore. Dimmi cosa sono le lacrime. Dimmi come fai a sentire la felicità, e che diavolo sia. Parlami delle tue gambe e di come le senti tremare, a volte. Di quella sensazione che avverti, a momenti, quando fai l'amore. Spiegami gli odori. I ricordi. Le fotografie di quando avevi diciassette anni. E di quelli che ti vedi intorno, che diciassette anni ce li hanno adesso. Parlami della bellezza e della vita, e dimmi se ti sembra suggestione o cosa. Dimmi di che materia sono fatti i sogni che fai la notte, oppure è tutto senza senso?
O 'Nervous pills', sarà tutta colpa della serotonina, che non ha di meglio da fare che ondeggiare su e giù da mane a sera, ma dimmi, ancora, l'idea della sapienza, la saggezza, la passione, la sessualità, ma esisteranno davvero?
Non ti basta il tempo, e non ti bastano le parole.
Forse non ci sono nemmeno, parole per dirlo.
E' che da ragazzo, o poco più, pensavo che le persone ti entrassero dentro, e ti ci restassero, per qualche oscuro motivo, come sostanze incancellabili.
E, ti dirò di più.
Lo credo ancora. E ancora corro appresso a quell'idea. E non ho nemmeno intenzione di smettere.
L'attaccapanni

Non penso quindi tu sei
questo mi conquista
L'artista non sono io
sono il suo fumista
Son santo, mi illumino
ho tanto di stimmate
Segna e depenna Ben-Hur
sono Don Giovanni
rivesto quello che vuoi
son l'attaccapanni
Poi penso che t'amo
no anzi che strazio
Che ozio nella tournee
di mai più tornare
nell'intronata routine
del cantar leggero
l'amore sul serio
E scrivi
Che non esisto quaggiù
che sono
l'inganno
Sinceramente non tuo
(sinceramente non tuo)
Qui Don Giovanni ma tu
dimmi chi ti paga
(Don Giovanni - Battisti)
03 dicembre 2006
Aprirò un negozio di giocattoli

Anonimo ha detto...
consiglierei un bel CALEIDOSCOPIO !!!!!tanti piccoli frammenti possono farci vedere infinite immagini una diversa dall'altra, inimmaginabili, meravigliose, casuali, complesse ma semplicissime, tante piccole realtà.........che noi non possiamo costruire...si costruiscono incredibilmente e semplicemente da sole.
venerdì, dicembre 01, 2006 9:46:00 PM
francesco giubbolini ha detto...
un pò infantile come sistema per risolvere la propria frammetazione interiore, e non credo funzioni.
e l'autocomposizione mi ricorda vagamente altri fenomeni, come la scrittura automatica, che sono sintomi isterici.
con affetto, francesco
sabato, dicembre 02, 2006 8:17:00 AM
Anonimo ha detto...
un CALEIDOSCOPIO può anche essere SOLO un CALEIDOSCOPIO, una forma semplicissima di bellezza, certo infantile, perchè semplice da capire e da costruire ma non tutto deve per forza avere significati nascosti. SPESSO LE COSE SONO PROPRIO QUELLE CHE SONO E PROPRIO PER QUESTA LORO SPONTANEITA', SEMPLICITA' SONO ANCORA PIU' BELLE PER CHI LE SA GUARDARE, RICONOSCERE, VEDERE. La BELLEZZA penso di trovarla molto piu' spesso nella semplicita che non nella complessita', ma forse anche questo dipende sempre dagli occhi che guardano e dall'animo di chi li possiede
01 dicembre 2006
Ciò che conta davvero non è la meta, è il viaggio
luca ha detto...
" Ti potrei enumerare tutte le impressioni che mi ha suscitato questa lettura: incazzatura, dispiacere, indifferenza, ecc. comunque tutte riconducibili a castrazione e sparizione.
Ti potrei dire che bisognerebbe cercare la presenza anche nell'assenza: bella stronzata per chi aspetta.
Ti potrei dire che c'è differenza tra l'assenza perchè uno è sparito, ha fatto il buio e uno che doveva essere presente da un'altra parte ma il risultato è lo stesso in fondo.
Ti avrei potuto avvertire che non potevo venire ma ogni scusa sessualmente non regge.
Poi, in fondo, non so nemmeno se ti eri rivolto a me anche se ne ho la vaga sensazione, anche senza vaga.
Ti dico solo che Vi penso spesso e il pensiero è dolce e leggiero e che nel frattempo ascolto Demis Roussous (a proposito: quando l'ho visto in copertina ho capito chi era) e la sera leggo a proposito del seno nero e del seno bianco.
Tempo ce n'è voluto tanto e quanto ancora ce ne vorrà. Ma forse ciò che conta davvero non è la meta, è il viaggio.
A presto, luca "












