
Prima di poter parlare di relazioni, e di come si fanno.
Ci sono immagini evocative di una sessualità che, poi, si rivela non esserci.
A momenti, tocca fare i conti col fatto che non è ancora abbastanza.
Che si è ancora lontani.
O che, senza accorgersi, si è perso ciò che si aveva.
O che non c'era.
Ecco dunque riproporsi l’assenza: quella di chi sembra essere ma che non è.
Di chi sembra umano, ma che umano non è.
Figli degli dei, creature assenti ed inumane: l’indifferenza. Come quella di Olimpia, la protagonista del racconto 'L'uomo della sabbia' di Hoffman.
Il perturbante di Freud.
Ci sono allora letture che, via via, vanno ri-proposte. Per essere sicuri di mantenere la memoria e l'affetto.
E mi pare, ora, di poter essere più tranquillo, perchè credo di essere stato più chiaro.
Riferimenti:
L'assenza, da: 'La ragione degli affetti'
Freud: 'Il perturbante'
E.T.A. Hoffmann: 'L'uomo della sabbia'
Un pò di sapere non vi farà male.
Molte cose sono ancora da imparare. Evidentemente.
29 novembre 2006
L'assenza
27 novembre 2006
25 novembre 2006
Un pò di riposo
23 novembre 2006
Le rughe dell'anima (da Giovanni)

"La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d'animo; non è una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili; è un fatto di volontà, forza di fantasia. Vigore di emozioni.
È la freschezza delle sorgenti profonde della vita...
Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l'anima...
A 60 anni o a 16, c'è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l'immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora, la gioia di partecipare al grande gioco della vita."
Samuel Ullman
e, visto che non lo sapevate...

«Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso.»
Erasmo da Rotterdam
21 novembre 2006
Vecchi sono gli altri


Molti anni fa ho conosciuto uno psichiatra di Firenze.
Un'antipatia immediata, reciproca.
Mi è rimasto solo il ricordo di un articolo che aveva scritto, dal titolo, più o meno, "Vecchi sono gli altri".
Parlava, se non ricordo male, della percezione che ciascuno ha di sè, del proprio volto, della propria immagine. Ciascuno di noi è convinto di essere identico a com'era vent'anni fa.
E' vero.
Se mi fate vedere una mia foto, di vent'anni fa, mi ci riconosco subito.
Una di ieri, mi chiedo chi sia costui, senza capelli e con le rughe.
Poi, c'è l'immagine interna, questione del tutto diversa.
Conosco persone vecchie dentro, anche a vent'anni.
Altri che non lo saranno mai, nemmeno a sessanta e più.
A proposito, Mara dove sarà?
18 novembre 2006
16 novembre 2006
L'infelicità delle persone sane
I premi Nobel rappresentano, per chi lavora nel campo delle scienze, il più alto riconoscimento al valore del proprio lavoro e delle proprie scoperte. Notti insonni trascorse a formulare teorie e fine settimana passati in laboratorio a verificarle hanno un solo obiettivo: un riconoscimento ufficiale da parte della comunità scientifica. E il premio Nobel rappresenta il più ambito e prestigioso di tali riconoscimenti.
Quello che molti scienziati non si aspetterebbero, né tantomeno si augurerebbero mai di ricevere è, invece, il premio IgNobel.
Ipremi IgNobel sono una parodia dei premi Nobel e nascono quindici anni fa, nel 1991, con la originale definizione di riconoscimento dato a quelle scoperte scientifiche che “non possono - o non dovrebbero mai - essere riprodotte”.
Nel 2000 il premio è stato vinto da una equipe di psichiatri nostrani. Il prestigioso Premio Ig-Nobel per la Chimica è andato all'equipe composta da Donatella Marazziti, Alessandra Rossi e Giovanni B. Cassano dell'Università di Pisa, e Hagop S. Akiskal della University of California (San Diego), per aver scoperto che dal punto di vista biochimico l'innamoramento non è distinguibile da un grave disordine ossessivo-compulsivo [REFERENCE: Alteration of the platelet serotonin transporter in romantic love, Marazziti D, Akiskal HS, Rossi A, Cassano GB, "Psychological Medicine", 1999 May;29(3):741-5.]

15 novembre 2006
14 novembre 2006
Poesie - 1

Je t'aime pour toutes les femmes que je n'ai pas connues
Je t'aime pour tous les temps où je n'ai pas vécu
Pour l'odeur du grand large et l'odeur du pain chaud
Pour la neige qui fond pour les premières fleurs
Pour les animaux purs que l'homme n'effraie pas
Je t'aime pour aimer
Je t'aime pour toutes les femmes que je n'aime pas
Paul Éluard
12 novembre 2006
04 novembre 2006
02 novembre 2006
Anche la memoria è un affetto

Trent'anni fa sono entrato in un negozio con un giradischi da accomodare.
Nel negozio c'era una donna, bellissima.
Il giradischi era un Grundig.
Stasera, verso le sette, sono entrato in una casa con un giradischi da accomodare.
Nella casa c'era una donna, di una certa età, bellissima.
Il giradischi era un altro.
La donna la stessa.
Mi ha guardato e mi ha detto:
"Sempre a giro con questa roba?"
Ma non so spiegare come me l'ha detto.
Che l'intelligenza fosse un affetto lo sapevo già.
Che anche la memoria fosse un affetto l'ho capito oggi.
Il resto ve lo racconto martedì alle sei.
Nel frattempo, compratevi un giradischi.
Prima che sia troppo tardi.
Non importa che sia di marca. Anzi. Se si rompe spesso è anche meglio.









