
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole
ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male
E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare
dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire
si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
la costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
Sì.
(Ivano Fossati)
29 agosto 2006
La costruzione di un amore
Canzone còrsa
27 agosto 2006
26 agosto 2006
Citazioni - 2

Il piu' bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il piu' bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I piu' belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
N.Hikmet.
... Poesie lette e rilette tante volte in tanti momenti diversi e con tanti stati d'animo diversi in questi ultimi anni.
(Claudia)
23 agosto 2006
20 agosto 2006
18 agosto 2006
Frammenti
...riuscivo a interpretare bene il vento tanto che la barca sfruttava al massimo la velocità solcando le onde...
...è già da un pò che ho cominciato a credere che nella vita ogni soluzione sia una trappola...
...Cerco di spostarmi con la luce per non perdermi del tutto...
"mareggiata" (frammento)
15 agosto 2006
12 agosto 2006
10 agosto 2006
L'uomo dei sogni

Da chiedersi - e da chiarire - se il gruppo sia gregge o malattia, oppure altro.
Non sentendomi pastore, tanto meno buon pastore, escluderei la prima.
Non sentendosi, seppure assieme ad altri, agli altri identici, la escluderei ancora.
Vero è che può perdersi, nell'identità collettiva, quella propria. Per via di una degenerazione sempre possibile.
Ma si può essere pecore anche da soli. O caproni.
E condividere non è malattia, anzi, magari tutt'altro.
Altro, appunto: possibile che una relazione duri, magari anche ' per sempre '?
E seppure è vero che la realtà di una relazione può non perdersi, che per forza se ne debba perdere la consuetudine?
E se a settembre avesse voglia di tornare, l'uomo dei sogni?
E poi, l'uomo dei sogni qual'è, quello che li racconta o quello che li ascolta, oppure più semplicemente tutti e due?
E può esserci l'uno se non c'è l'altro?
09 agosto 2006
Sul dolore

Ciò che l’analista recepisce come ‘vuoto’ viene soggettivamente avvertito, spesso, come pervasiva sensazione di dolore mentale.
“ Perché devo soffrire così ad ogni respiro, ad ogni passo, ogni minuto che vivo? Chi me lo leva questo dolore? Chi mi leva la bestia dal cuore? È nata con me, e non se ne andrà mai, io lo so, mai. Non me lo potrà mai levare nessuno questo nido di serpenti che mi soffoca da sempre. Questo dolore, che mi avviluppa come un sudario, ed io che non riesco più a respirare, e non mi sento più il cuore”.
07 agosto 2006
I tuoi occhi

I tuoi occhi -Nazim Hikmet
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono cosi, le spighe, di primo mattino;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi,
i tuoi occhi, nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco,
i tuoi occhi gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d’autunno i castagneti di Bursale
foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.
E' che le cose...
06 agosto 2006
Ricerca in psicoterapia
L'ultimo martedì di luglio 2006.
alberto
alessandro
alberto
luca
marzia
gigliola
serena
andrea
mancio
fabio
francesca
giacomo
cristina
elisa
daniela
claudia
riccardo, all'ultimo momento.
nico
alessandro 'per caso'.













