19 marzo 2010
Classici della psicoanalisi: Dora di S. Freud
II Frammento di un'analisi d'isteria fu redatto da Freud nel gennaio 1901, subito dopo l'interruzione improvvisa del trattamento.
Inviato dopo qualche incertezza all'editore nel giugno dello stesso anno, fu pubblicato, con il titolo Bruchstiick einer Hysterie-Analyse, solo verso la fine del 1905 nella "Monatsschrift fur Psychiatrie und Neurologie", dove erano già apparsi numerosi saggi di Freud e la Psicopatologia della vita quotidiana (1901), composta negli stessi mesi del Frammento.
Fra il 1901 e il 1905 non sembra che Freud abbia arrecato correzioni e aggiunte al suo testo, salvo il poscritto e alcune note (altre ne aggiun gerà nelle successive edizioni in volume). Chiamato dappri ma Sogni e isteria e ritenuto dal suo autore "la cosa più acuta che abbia scritto da tempo", il Frammento di un'analisi d'isteria è in realtà una continuazione del libro sull'Interpretazione dei sogni (1899) pubblicato l'anno precedente, e un esempio di come l'interpretazione onirica intervenga nel lavoro analitico; ma esso costituisce altresì un anello di congiunzione fra la grande opera sul sogno e i Tre saggi sulla teoria sessuale (1905).
Il caso clinico di Dora (con questo nome il Frammento è divenuto subito celebre) è la narrazione dell'analisi di un'isteria in una giovinetta di diciotto anni, indirizzata a Freud dal padre che si era già rivolto a lui quattro anni prima per alcuni sintomi di paralisi associata a una lieve sofferenza psichica.
link nel sito: Isteria (Disturbo di conversione)
17 marzo 2010
Etica in psichiatria
Tre sono i fattori che costituiscono il fondamento dei problemi eti ci che da sempre interessano le persone delegate ad aiutare il ma lato: il ruolo del terapeuta, la natura della malattia mentale e l'am biente culturale, religioso e persino politico nel quale paziente e medico si muovono.
Dagli anni Settanta questi fattori e lo studio formale dell'etica psichiatrica sono stati esplicitamente analizzati, divenendo quasi una nuova sottospecialità. Fino alla metà del ventesimo secolo, tuttavia, furono condotti solo pochi studi formali a riguardo. Questa mancata attenzione è comprensibile, in quanto la professione psichiatrica si è sviluppata solo recentemente come specialità medica e anche perché, per gran parte dell'ultimo secolo, i codici discussi e accettati per la medicina generale sembravano essere adeguatamente applicabili anche alla psichiatria.
Gli enormi cambiamenti verificatisi in ambito psichiatrico dalla Seconda guerra mondiale, hanno però messo a fuoco le particolari questioni etiche peculiari di questa disciplina.
I fattori principali precedentemente elencati hanno subito gran di mutamenti nella tradizione della medicina occidentale dai tempi di Ippocrate.
I problemi di etica psichiatrica, come noi oggi li defi niamo, nei primi tempi dovevano rappresentare un'imposizione di categorie a noi oggi familiari, come il consenso informato e il "di ritto al trattamento", su una realtà storica per la quale questi termi ni non sono interamente appropriati...
Etica in psichiatria,
a cura di S. Block, P. Chodoff, S.A. Green
Ed italiana a cura di G. Conte
Percorsi Editoriali, Roma, 1999
leggi, nel sito: principi di etica in psichiatria
Leader carismatici (fragili)
Dal 'Fatto quotidiano' di oggi 17 marzo 2010, Il Cavaliere dell'amore, di Luigi Galella
"... Dallo sfortunato incidente del Duomo
di Milano in miniatura, che lo colpì sul
volto rischiando di ucciderlo, che Berlu
sconi ha impugnato la spada dell'amore. E
come quei cavalieri che sterminarono gli
albigesi sotto la guida di Simon de Montfort
'nel XIII secolo al grido di "Tuez-les tous!" (ammazzateli tutti), ora lui e i suoi scudieri
braccano gli infedeli, per colpire l'eresia
ovunque essa si annidi. Ad esempio in tv,
dove perfidi catari coltivano e propagano
l'odio.
Il Cavaliere dell'Amore può contare su di
sciplinati eserciti, ma soprattutto su quella
che considera la sua maggiore virtù, la qualità della fascinazione empatica che si ir
radia dalla sua stessa figura: il carisma del
leader. Che si trasmette come un virus, e si
contrae attraverso un semplice sguardo del
capo, un tocco della mano, una carezza,
una pacca sulla spalla.
Lunedì sera è tornato l'odio. l'Infedele di
Gad Lerner (La7, 21:10) ha materializzato
uno dei massimi artefici di quella tv "che non bisogna vede
re" e sulla quale si è
già abbattuta la furia
iconoclasta della
censura divina. Se
non proprio lui in
persona abbiamo
potuto ascoltare, in
fatti, la voce di Mi
chele Santoro. Giungeva chiara e nitida e
rivelava alcune semplici verità: "In Italia
c'è un indebolimen
to della democrazia
e una bassa considerazione dei partiti. Il leader stabilisce un
rapporto diretto con l'opinione pubblica.
La sua funzione di leader va verificata quotidianamente perché il sistema di relazioni
è fondato solo sul suo carisma. Berlusconi
non sopporta che ci siano squarci dentro la
rappresentazione che dà di sé stesso all'opinione pubblica. Ecco perché ce l'ha con
noi".
Il carisma e l'amore, quindi.
Francesco Alberoni, in studio, ha ricordato che Berlusconi "è come un bambino, non sopporta la
voce che lo attacca. Molti capi di movimen
ti hanno questo tipo di atteggiamento".
Il sociologo ha poi spiegato che in un mo
vimento il capo viene idealizzato, non tanto
da quelli che gli sono intorno, ma piuttosto
dal "seguace lontano".
Ne deduciamo che per amare Berlusconi
bisogna stargli a distanza.
Sarà per questo
che molti di quelli che hanno accompagnato la nascita di Forza Italia - è sempre
Alberoni a rammentarlo - non sono più al
suo fianco. Stanchi di vivere all'ombra di un
ego ipertrofico, hanno preferito scompa
rire.
Ma è veramente un leader carismatico B.? L'attenzione ossessiva ai sondaggi
e l'eccessiva sensibilità nei confronti delle
variazioni d'umore del suo "popolo" con
figurano in realtà un "carisma" fragile, che
necessita di perenni riconoscimenti, nutri
to di quella tv che ha creato e che vive ogni
critica in tv come ferita alla sua onnipo
tenza mediatica.
Che considera mortale perfino la comparsa
- come osserva Santoro - di un semplice
punto interrogativo. "Tuez-les tous", quin
di. Le opinioni, certo. I regimi moderni
hanno in odio il sangue. "
link nel sito:
politica e psicopatologia
identificazione e proiezione
la psicopatologia di b. secondo Mancia
15 marzo 2010
Il mestiere di uomo
Uno dei nodi fondamentali relativi alla
problematica della psicosi è rappresentato
dalla difficoltà degli psicotici a porsi come
soggetti attivi della propria storia.
Nel libro " Il mestiere di uomo" di Giuseppe Maffei vengono esposti i tentativi di
comprensione di questo problema compiuti
all'interno della psicoanalisi e della psi
cologia analitica e sono successivamente
proposte delle ipotesi personali.
L'impossibilità di porsi nella posizione di soggetti
è riferita da un lato a particolari difficoltà
relazionali nella primissima infanzia e dal
l'altro e nello stesso tempo a difficoltà
nella costituzione della rimozione primaria.
Questa problematica impedirebbe al fu
turo psicotico di vivere in una situazio
ne esistenziale di potenza effettiva e lo
costringerebbe invece in una situazione
descritta come di onnipotenza-impotenza:
egli vivrebbe la sua vita come spettatore,
partedpe dei flussi inconsci più profondi,
ma senza decidersi ad apprendere ciò che
a lui appare come un mestiere, il mestiere di uomo.
Una complessa problematica esiste anche
a livello del rapporto psicoterapeutico.
Su quali basi teoriche può essere impostata una terapia psicologica? Quali fini
è legittimo porsi e quali risultati è possibile attendere? L'apertura di una comu
nicazione profonda è capace di condurre
questi uomini alla posizione di soggetti?
Le risposte a queste domande non sono
né semplici né univoche.
Si sostiene comunque che il rapporto col terapeuta, pur
nelle sue traversie tanto complesse e nella continua esposizione agli attacchi distruttivi del paziente stesso, sia capace di
mettere (o rimettere) in moto quella bipartizione dello psichismo, l'assenza della
quale determina appunto la posizione esistenziale dell'onnipotenza-impotenza. (tratto dalla prefazione al libro)
IL MESTIERE DI UOMO, RICERCA SULLA PSICOSI
Biblioteca Marsilio
Psicologia analitica
Marsilio Editore, Lucca, 1977
GIUSEPPE MAFFEI, libero docente in psichiatria, ha studiato presso l'università
di Pisa. Membro dell'Associazione Ita
liana per lo Studio della Psicologia Ana
litica e dell'Associazione Internazionale
di Psicologia Analitica.



