25 gennaio 2010

Lo psichiatra e l'amore: don Juan de Marco, maestro d'amore

"Ci sono solo quattro domande che contano nella vita, don Octavio..."



"... Mi chiamo don Octavio del Flores, sono il più grande psichiatra del mondo. Ho curato più di mille pazienti. I loro volti si trattengono nella mia memoria, come i giorni d'estate. Ma nessuno più di don Juan de Marco... "

"... Devo riferire con rammarico che l'ultimo paziente che ho trattato, Juan de Marco, soffriva di un romanticismo che era del tutto incurabile e, peggio ancora, fortemente contagioso."

Titolo originale: Don Juan De Marco
Paese: USA
Anno: 1995
Durata: 97 min
Colore: colore
Audio: sonoro

Genere: commedia, romantico
Regia: Jeremy Leven
Soggetto: Lord Byron, Jeremy Leven
Sceneggiatura: Jeremy Leven

Interpreti e personaggi

* Marlon Brando: dott. Jack Mickler
* Johnny Depp: Don Juan
* Faye Dunaway: Marilyn Mickler
* Géraldine Pailhas: Doña Ana
* Bob Dishy: dott. Paul Showalter
* Rachel Ticotin: Doña Inez
* Talisa Soto: Doña Julia
* Marita Geraghty: donna al ristorante
* Richard C. Sarafian: Detective Sy Tobias
* Tresa Hughes: nonna DeMarco
* Stephen Singer: dott. Bill Dunsmore
* Franc Luz: Don Antonio
* Carmen Argenziano: Don Alfonzo
* Jo Champa: Sultana Gulbeyaz
* Esther Scott: Nurse Alvira


link nel sito:
cinema e psichiatria

Tutte le persone che devo ancora incontare

Il passato:

"A casa mia, ho organizzato una piccola festa e sono arrivate solo persone che 
nella vita non vedo da tanto tempo (vecchi compagni di scuola, bambini con cui giocavo e 
di cui da tanto tempo non ho notizie ... ). Il fatto di non avere intorno nessuno dei miei amici di oggi non 
mi stupisce; sono contenta di rivedere le persone che ci sono... "

Il presente:

"Ad un tratto mi accorgo che da fuori arriva uno strano rumore, come di vento che soffia 
durante una tempesta.
Sono spaventata ma decido comunque di andare a veder cosa sta 
succedendo. Apro la porta e mi accorgo che fuori ha nevicato. La strada è tutta bianca; c' è 
una luce bellissima e la neve che nessuno ha ancora calpestato mi dà una sensazione di pace e 
tranquillità...
Mi sento una sciocca per aver pensato subito al peggio senza aver considerato che nella vita, 
a volte, succedono anche delle cose belle mentre rientro nella stanza dove si sta ancora 
svolgendo la festa. "




Il futuro: 

"Al centro vedo un grande contenitore pieno fino all' orlo di piccole buste. 
So che ogni busta contiene un regalo per me da parte di una persona sconosciuta. Mi avvicino 
felice sapendo che quelli sono i regali che mi hanno fatto tutte le persone che devo ancora 
incontrare nella mia vita, come un piccolo anticipo dei regali che mi faranno quando ci 
conosceremo e sapendo che allora potrò contraccambiare."

(immagine: racconti di uno sconosciuto, rick79, flickr.com)

22 gennaio 2010

Le parole del vento

"... Mi trovo in una stanza con un gruppo di persone. Siamo seduti e stiamo parlando tutti insieme.
C’è un uomo vicino a me, col quale ogni tanto ci scambiamo qualche commento che  solo noi capiamo.

A me è chiaro quello che ci diciamo, nel momento in cui lo facciamo, ma … mi rendo conto che non stiamo parlando in italiano...

Mi chiedo in che lingua stiamo comunicando e, mentre penso questo, mi si apre davanti agli occhi uno scenario diverso.


Sto guardando un prato immenso, fatto di erba altissima.

Il vento muove l’erba con dei movimenti ondeggianti, tanto che sembra quasi un mare verde brillante.




L’erba muovendosi forma delle parole che devono essere decifrate velocemente, perché…subito il vento se le porta via di nuovo...

Questo è il linguaggio con cui parlo con questa persona:  le parole che il vento forma muovendo l’erba.

Queste parole, che sembrano subito scappare via, si “depositano” in realtà, nel fondo del terreno, e alimentano questo immenso mare di erba... "

(l'immagine: field of poppies, da flickr.com)

07 gennaio 2010

Gli affetti che curano, storie di trasformazioni

"... Cammino insieme ad un gruppo di persone lungo sentieri di campagna.
Stiamo andando nel centro del paese dove ci sarà una festa.

Il sentiero costeggia dei campi dove i contadini stanno raccogliendo i frutti del loro lavoro e li mettono in grandi ceste di vimini.

E’ un giorno di sole ed è piacevole camminare sull’erba del sentiero.

Arriviamo in paese e cominciamo a sentire la musica di un’orchestra che suona.

Un’amica mi chiede di ballare con lei: esito per un attimo …
Vuole che la guidi io e mi sembra strano perché, di solito, a guidare è l’uomo.
Così iniziamo a ballare e mentre, ballando, attraversiamo la sala, tutt’intorno, in cerchio, vedo gli altri che ballano e sorridono.

C’è un’aria di festa e sono serena; mi piace ballare insieme a loro.

Ad un tratto, un uomo prova a farci una foto ma non ci riesce perché continuamente qualcuno, ballando, passa davanti a lui …
Anche lui vuole ballare e allora ci raggiunge … "





Incipit dell'intervento "Gli Affetti che curano - Storie di Trasformazioni" della dottoressa Francesca Mancini, psicologa e psicoterapeuta,


in programma per il prossimo 6 marzo ad Empoli (Firenze), presso l'Auditorium di Palazzo Pretorio, P.zza Farinata degli Uberti,


in occasione dell'incontro di presentazione della Associazione Lachesi PsicoMed, Accademia di Psicoterapia e Medicina.

per info ed adesioni: sitoinpsico@gmail.com



Altri link nel sito:
Giovanni Carlesi, "Societa', riduzionismo biologico e psicoanalisi" (intervento)
Associazione Lachesi PsicoMed